XFS BOT Entra nel pannello

Il tuo archivio.
E i domini che si parlano.

Archivio · Streaming · Chat federata · Bot

XFS Bot è un archivio che si installa a casa tua — su un vecchio portatile, su un server da quattro soldi, su quello che hai — e che sa parlare con gli archivi degli altri.

Scarica, mette in ordine, riproduce, condivide. E quando ti va, si affaccia sui domini vicini: si guardano gli scaffali, si chiacchiera nelle stanze, ci si passa quello che manca.

3 sistemi, un installatore per uno
0 librerie da cercare a mano
1 pannello, dal browser di qualunque cosa
L'essenza della federazione
Invece di affidare i propri dati a un unico server centrale, più persone — ognuna con il proprio account Telegram e la propria app — formano una rete decentralizzata, dove è possibile trovare e condividere contenuti passando da un nodo all'altro in totale autonomia.

Nessuna sede, nessun padrone del traffico, nessun interruttore unico: ogni nodo è a casa di qualcuno, e la rete è solo il modo in cui queste case hanno deciso di rispondersi.

Si comincia da qui

Scarica e installa

Un file solo per ogni sistema, e dentro c'è già tutto: niente librerie da cercare, niente comandi misteriosi, niente pagine di documentazione da leggere prima. Si avvia, si risponde a quattro domande, si finisce.

Windows

10 e 11 · 64 bit
  • Installatore con procedura guidata
  • Collegamenti nel menu Start
  • Avvio automatico, se lo vuoi

Ubuntu / Debian

22.04 e successive · x86_64
  • Archivio autoinstallante .run
  • Librerie incluse, nessun PPA da aggiungere
  • Servizio systemd già pronto

Arch Linux

e derivate · x86_64
  • Archivio autoinstallante .run
  • Servizio systemd già pronto
  • Utente dedicato: non gira da root

📦 I pacchetti di corredo

L'installatore di Windows si appoggia a qualche programma esterno (ffmpeg per i video, aria2c per i torrent, rclone per le cartelle di rete…) e a un po' di script di servizio. Insieme pesano più dell'installatore stesso, e chi li ha già non ha motivo di riscaricarli: per questo viaggiano separati.

Non devi fare niente. Se non li trova accanto a sé, l'installatore se li scarica da solo mentre lavora. Sono qui sotto per i casi in cui serve averli a mano: una macchina senza rete, una chiavetta da preparare, un'installazione da rifare più volte. In quel caso mettili nella stessa cartella di XFSBot_Installer.exe prima di lanciarlo: usa quelli e non tocca la rete.

Su Linux non serve niente di tutto questo: il .run contiene già programmi, script e cataloghi. Se un giorno vorrai solo aggiornare i cataloghi, la procedura è spiegata nella guida per Ubuntu e Arch.

🔒 Controlla sempre l'impronta. Prima di installare, verifica che il file scaricato abbia esattamente lo stesso sha256 indicato qui sopra. Se non combacia, il file è stato manomesso oppure lo scaricamento si è rovinato: buttalo e riprova.
Windows  : certutil -hashfile XFSBot_Installer.exe SHA256
Linux    : sha256sum xfsbot-installer-arch.run

Su Linux il pacchetto sa controllarsi da solo: ./xfsbot-installer-ubuntu.run --controlla — tutti i passaggi sono spiegati nella guida all'installazione su Ubuntu e Arch.

Quattro cose, in un pannello solo

Cosa sa fare

Non sono quattro programmi messi in fila: sono quattro modi di stare nello stesso posto. Quello che scarichi lo guardi subito, quello che guardi lo puoi passare a qualcuno, e mentre lo fai ne parli nella stanza accanto.

🗄

L'archivio

il gestore di file

Cartelle vere, non un elenco piatto. Rinomina intelligente, copertine e schede prese in automatico per film, serie, musica, libri e fumetti, e una ricerca che trova davvero.

Ci arriva roba da ogni parte: link diretti, torrent, magnet, ed2k, decine di siti di hosting, YouTube. Mette in coda, riprende da dove si era fermato e ti avvisa quando ha finito. I file grossi li spezza e li ricompone da solo.

E quello che hai lo puoi ridare fuori come torrent — ma di un tipo che non ha bisogno di nessuno per restare vivo: com'è fatto, e perché non muore.

🎬

Lo streaming

guardalo dove sei

Lettore integrato con sottotitoli, capitoli e segnalibri. Se il formato non va sul tuo apparecchio lo converte mentre lo stai guardando, e se ci va già bene non lo tocca: così la vecchia televisione in salotto e il telefono sul treno vedono lo stesso file.

Da fuori si condivide come vuoi: collegamenti a scadenza, cartelle pubbliche, WebDAV per montarle come un disco, riquadri da incollare dentro il tuo sito.

💬

Le stanze

chat federata, alla mIRC

Stanze e canali con l'aria di una volta — comandi che si scrivono, argomento in cima, chi c'è nella colonna, moderazione, messaggi privati — ma attraversano i domini: una stanza aperta qui la si legge e ci si scrive anche da un dominio dall'altra parte d'Italia.

Ogni stanza può avere il suo copione: benvenuto, regole, cartelli, risposte automatiche, colori, perfino comandi tutti suoi. Ci sono sondaggi e votazioni, e l'elenco si piega in cartelle quando le stanze diventano tante.

Il bot

comandi da Telegram

Lo stesso programma è anche un bot: gli mandi un link e lui scarica, ti manda i file, ti avvisa quando ha finito. Il pannello resta a casa tua e tu comandi da fuori, dal telefono, senza aprire porte né ricordarti indirizzi.

E se preferisci il pannello, si installa sul telefono come un'applicazione: stessa roba, dita al posto del mouse.

🌐

Gli archivi degli altri

Vedi gli scaffali dei domini che segui, chiedi quello che ti manca, lasci un giudizio, tieni una rubrica delle persone di cui ti fidi.

🔗

API aperte

Tutto quello che fa il pannello lo puoi far fare a un tuo programma: le stesse chiamate, documentate, con i riquadri da incollare in un sito.

🗂

Ti porti via la forma

Stanze, copioni, cartelle e ordine si esportano in un file e si rimettono altrove. I messaggi no: quelli sono di chi li ha scritti.

🔍

Cerca ovunque

Una ricerca sola che guarda in casa, sui domini amici, nei torrent, su eMule e sui siti che hai configurato.

🎟

Segnalazioni

Un sistema di segnalazioni interno, con notifiche, per le cose che devono restare scritte e non perdersi in chat.

📡

Si aggiorna da solo

Ti avvisa quando esce una versione, ti dice riga per riga cosa cambia, e aggiorna quando glielo dici tu.

Insieme, restando ognuno a casa propria

Un ecosistema leggero di domini

Un'installazione da sola funziona benissimo. Ma la parte bella comincia quando due si accorgono l'una dell'altra.

Ogni installazione di XFS Bot è un dominio: un posto con un nome, delle persone, uno scaffale e delle stanze. Sta in piedi da solo e non ha bisogno di nessun altro per funzionare.

Quando due domini decidono di guardarsi, succede una cosa semplice: si vedono gli scaffali, si chiede quello che manca, si entra nelle stanze dell'altro come si entra in un bar del paese accanto. Niente si sposta da dove sta: i file restano dove sono sempre stati, si scambia il modo di raggiungerli.

Non c'è una sede centrale, e non serve. Quello che tiene insieme la cosa non è un'infrastruttura ma un'abitudine: rispondere, spiegarsi, e lasciare che si veda come si decide.

1

Ognuno a casa sua

Ogni dominio decide con i suoi utenti e le sue regole: cosa tiene, cosa mostra, chi entra. Non esiste un pannello centrale da cui qualcuno guarda tutti.

È un fatto tecnico prima che una scelta: quel codice non c'è. E invece di trattarlo come un limite, ci abbiamo costruito sopra.

2

Ci si mette d'accordo

Quello che unisce i domini è un'intesa, non un contratto: un accordo fra pari che si prende e si lascia, e che si riduce a una promessa breve — rispondo, mi spiego, e si vede come decido.

Chi ha acceso la rete conta come tutti gli altri: propone, e può restare in minoranza.

3

Vale la fiducia

È l'unica moneta che gira qui dentro, e l'unica cosa che si guadagna e si perde davvero: si costruisce rispondendo, tenendo aperto l'albo, accettando di essere guardati.

Non ci sono multe né sospensioni. Al massimo i vicini smettono di dare per buono quello che arriva da te — il che, in una rete, è già tutto.

IntesaL'accordo fra i domini che scelgono di rispondersi. Si entra e si esce quando si vuole.
CustodiI domini di cui ti fidi abbastanza da tenere conto della loro firma. Nessun potere in più: solo una firma che conti.
ElencoLa lista condivisa: di chi ci si fida, chi si sta ancora conoscendo, con chi la fiducia è sospesa. Vale solo se firmata da più custodi.
StimaLa reputazione che i vicini ti riconoscono guardando come ti comporti. Non te la dai da solo, e nessuno da solo può toglierla.
AlboIl diario pubblico delle decisioni di un dominio, leggibile da chiunque senza password.
PraticheIl modo educato di sollevare una questione con un altro dominio, lasciandogli sette giorni per rispondere.

🤝 Chi entra nell'intesa promette sei cose. Nessuna riguarda i tuoi file.

  • Rispondo. Anche solo per dire di no: il silenzio pesa più di un rifiuto spiegato.
  • Tengo l'albo aperto. Chi mostra come decide non ha bisogno di chiedere che gli si creda.
  • Ascolto e mi lascio ascoltare. Sette giorni per raccontare la mia versione, e una conclusione scritta.
  • Dico come giudico gli altri, con i numeri sotto. Nessuno si giudica da sé.
  • Dichiaro quando non applico l'elenco. È un mio diritto pieno: basta dirlo apertamente.
  • Non pretendo di decidere per gli altri. Un elenco vale qualcosa solo se lo firmano più custodi.
🏠
E se preferisco restare per conto mio? Va benissimo, ed è anche utile che qualcuno lo faccia. Il programma funziona identico e non c'è una sola funzione chiusa a chiave: ti colleghi con chi vuoi, cerchi, importi, condividi. Per gli elenchi resti semplicemente «non ancora conosciuto», che è uno stato neutro e non un sospetto. Un dominio che sta per conto suo dimostra a tutti gli altri che questa non è una tassa, ma una porta che si apre da dentro.

Non è burocrazia.
È il modo in cui delle persone che non si conoscono decidono di darsi una mano.

Quando i domini si prestano le corsie

Il Crocevia

Un file scaricato da un solo posto va veloce quanto quel posto. Scaricato da tre, va quanto tutti e tre messi insieme — e se uno si spegne, arriva lo stesso.

Ogni contenuto condiviso da un dominio viene servito su quattro corsie parallele: quattro strade diverse per gli stessi byte, così il programma torrent di chi scarica ne apre quattro invece di una. Funziona, ed è già il doppio abbondante di una corsia sola. Ma tutte e quattro partono dalla stessa macchina: più di così quella macchina non può dare, e se si spegne si spengono tutte insieme.

Il crocevia sposta le corsie su computer diversi. Non copiando i file in giro — sarebbe uno spreco di dischi — e nemmeno facendo da ponte: un dominio che rilancia i byte di un altro consuma banda due volte e non ne aggiunge nemmeno un byte. Si fa una cosa più semplice e molto più efficace: l'altro dominio prende i byte da solo, dalla stessa sorgente dell'originale, e li serve con la propria banda dal proprio indirizzo.

🏠 Il dominio di origine Ha i file nel suo archivio Telegram, privato. Apre un secondo canale — la vetrina — e ci copia dentro solo le cartelle che decide di pubblicare. La copia è interna a Telegram: non ricarica niente, non consuma banda, non occupa spazio nuovo.
solo lettura
🌐 Il dominio amico Il suo bot entra nella vetrina come amministratore in sola lettura: può leggere quei documenti e nient'altro. Ricostruisce in casa propria la stessa cartella — stessi nomi, stesse dimensioni — e da quel momento risponde con gli stessi identici byte.
dodici corsie
⬇️ Chi scarica Nel torrent trova quattro indirizzi per ogni dominio che porta quella cartella, e li interroga tutti insieme. Non deve fare niente, non deve sapere niente, e non deve rifare i torrent vecchi: l'impronta non cambia.

🧪 Misurato davvero, non stimato

Tre domini veri, su tre reti diverse. Chiamiamoli Borea, Levante e Ostro: i primi due stanno nella stessa casa, dietro lo stesso router; il terzo su un server altrove. Stessa cartella, 1 920 MiB per ogni prova, motore libtorrent con tracker, DHT e scambio-peer spenti — così ogni singolo byte arriva per forza dalle corsie dei domini e non da qualche altro utente di passaggio. Ogni prova con la cache svuotata, per non farsi ingannare da un pezzo già scaricato.

Chi serve il fileCorsie TempoVelocità
Solo Borea429,5 s65,1 MB/s
Solo Levante435,1 s54,7 MB/s
Solo Ostro415,0 s128,1 MB/s
Borea + Levante (stessa casa) 826,1 s73,7 MB/s
Tutti e tre129,2 s208,0 MB/s

Tre volte più veloce del dominio da cui la cartella era partita, e zero errori. Il numero che conta davvero però è un altro: sommando le velocità misurate una per una ci si aspettavano 201,8 MB/s, e ne sono arrivati 208,0. Il 103%. Mettere insieme le corsie non costa niente: non c'è un pedaggio, non c'è un capo che smista, ognuno tira quanto può e il lavoro si divide da solo — Ostro si è preso il 57% dei byte, gli altri due il resto, senza che nessuno glielo dicesse.

La regola vera: contano le linee, non i domini. Guarda la quarta riga. Borea e Levante insieme fanno 73,7 MB/s, cioè appena il 13% in più di Borea da solo: sono due domini, ma di linea ce n'è una sola e se la dividono. Il salto da 65 a 208 arriva quando entra in gioco una rete davvero diversa. Aggiungere domini che stanno tutti nello stesso posto non aggiunge banda: aggiunge soltanto ridondanza.

E c'è un tetto che non dipende da noi: la linea di chi scarica. Le stesse identiche prove rifatte da una connessione domestica danno 104 MB/s con un dominio solo, 108 con due, 106 con tutti e tre — sempre lo stesso numero, perché quel filo era già pieno al primo. Da lì in poi i domini in più non regalano velocità: regalano il fatto che se uno si spegne a metà scaricamento non se ne accorge nessuno. Il file arriva lo stesso, intero, verificato pezzo per pezzo con la sua impronta.

E l'impronta del torrent, prima e dopo aver aggiunto e tolto domini, è rimasta identica: chi aveva già il magnete in mano non deve rifare assolutamente nulla. Controllato anche il contrario, byte per byte: il file scaricato dai tre domini ha la stessa impronta SHA-256 dell'originale.

3,2 × più veloceDa 65 a 208 MB/s passando da uno a tre domini su reti diverse. La somma torna al 103%: unire le corsie non costa niente.
byte di spazio in piùChi ospita non copia niente sul proprio disco: legge dalla vetrina altrui e ci mette solo la banda.
prima che partaUno generale, uno per ogni dominio amico, uno per ogni cartella. Tutti spenti di fabbrica.
12 al max domini che ti portanoSarebbero 48 corsie: molte più di quante ne apra un programma torrent. Il tetto si alza, ma non serve.

Come si accende, in sei mosse

  1. Colleghi il tuo account Telegram. Non basta il bot: su Telegram un bot non può creare canali né nominare amministratori. Si fa una volta sola.
  2. Accendi l'interruttore. Il canale vetrina si crea da solo, in un paio di secondi, sul tuo account. Lo ritrovi nella tua lista chat, ed è tuo: nessuno può cancellarlo o buttarti fuori. Per ora è una stanza vuota.
  3. Ti federi con almeno un altro dominio. Il crocevia lavora solo fra domini che si sono già detti di sì.
  4. Spunti due caselle per ogni amico: gli porto la mia roba e accetto la sua. Sono indipendenti, puoi dare solo una delle due. Alla prima spunta il bot di quel dominio viene invitato nella tua vetrina, e il pannello ti dice subito se è entrato o perché no.
  5. Metti una cartella nel crocevia dal File Manager. I documenti vengono copiati nella vetrina e agli amici parte la scheda con l'elenco.
  6. Non fai altro. Sotto la cartella compaiono le targhette verdi dei domini che la portano: ognuna è quattro corsie in più nel torrent.
Chi crea il canale, e dove sta? Lo crea il tuo account Telegram, automaticamente, quando accendi l'interruttore. Sta sul tuo account, fra le tue chat. Non devi crearlo a mano e non devi cercarlo.
Ce n'è uno solo per tutta la rete? No: ognuno ha il suo. Nella tua vetrina c'è solo roba tua. Se ti interessa soltanto ospitare quella degli altri, la vetrina non ti serve affatto.
Quanti bot ci vanno dentro? Uno per ogni dominio amico a cui vuoi far servire la tua roba, e nessun altro. Tre amici, tre bot. Il tuo bot non ci entra: non gli serve, i tuoi file li legge già dall'archivio. Tutti in sola lettura.
C'è un limite di amici? Telegram concede 50 amministratori per canale: uno è tuo, ne restano 49. Ma il tetto di fabbrica è dodici, molto più basso di proposito: dodici domini sono 48 corsie, e oltre quel punto — misurato — non si va più veloci, si consumano solo posti. Il numero si cambia dal pannello.
Un amico vede il mio archivio? No. Vede soltanto la vetrina, cioè le copie delle cartelle che hai deciso di pubblicare. Non può scrivere, cancellare, invitare nessuno né cambiare alcunché.
E se un dominio chiude? La tua vetrina è sul tuo account: non la tocca nessuno. Perdi le sue corsie, le tue quattro continuano. Al contrario, quello che tu servivi per lui sparisce — non era tuo e non l'avevi copiato.
Devo rifare i torrent già in giro? No, mai. Gli indirizzi delle corsie stanno fuori dall'impronta del torrent: vengono riscritti a ogni richiesta, ma l'impronta resta la stessa per sempre.

Nessun server centrale, nessuna copia in più, nessun obbligo.
Solo dei vicini che si prestano una corsia.

Non solo un programma: un portale di API

Il Portico

Ogni dominio di questo ecosistema, oltre a essere un archivio e un pannello, è anche un servizio a cui altri programmi possono parlare. Il Portico è la porta d'ingresso per chi vuole farlo: spiegata in italiano, con i comandi veri e un tasto per provarli.

🤔
Cos'è un'API, detto senza paroloni È un indirizzo web che invece di restituire una pagina da guardare restituisce dei dati da usare. Tu apri /api/v1/fed/info e non trovi grafica, colori e menu: trovi un pacchetto ordinato con scritto come si chiama il dominio, che versione ha, quanti file condivide. Quel pacchetto un programma lo capisce al volo. È la differenza fra far leggere una cosa a una persona e passarla a una macchina.
🖥 IL TUO SITO Una pagina, uno script, un foglio di calcolo. Qualunque cosa sappia aprire un indirizzo.
chiede
IL DOMINIO Controlla la tua chiave, guarda di chi è, e fa il lavoro: cerca, scarica, elenca.
risponde
📦 TORNANO I DATI Un pacchetto ordinato. Lo metti nella tua pagina come vuoi tu, con il tuo stile.

Tutto qui. Non c'è nient'altro da capire: il resto sono dettagli.

Provalo adesso, da terminale

# la carta d'identità di questo dominio
curl -s https://filestorexfs.com/api/v1/fed/info

Lo stesso, da PowerShell

Invoke-RestMethod `
  -Uri "https://filestorexfs.com/api/v1/fed/info"

Quelle due funzionano subito, senza registrarsi e senza chiedere niente a nessuno: la presentazione di un dominio è pubblica per scelta. Per entrare nel tuo archivio serve invece una chiave, che ti generi dal pannello in un minuto e che puoi limitare a un dominio solo e alla sola lettura.

Con la tua chiave: il tuo archivio

curl -s \
  -H "X-API-Key: xfsk_…" \
  "https://filestorexfs.com/api/v1/fm/folders"

Nel tuo sito: una riga

<div id="riquadro"></div>
<script src="https://filestorexfs.com/assets/embed.js"
        data-widget="multi-dl"
        data-api-key="xfsk_…"
        data-target="#riquadro"></script>
🌐

ANCHE DA SITI ESTERNI

Non serve che il tuo sito faccia parte della federazione. Un blog su WordPress, un forum, una pagina statica: basta che il tuo indirizzo sia nell'elenco dei domini autorizzati della chiave, e sei a posto.

👁

CHIAVI IN SOLA LETTURA

Una chiave può essere marcata «legge e basta». Il dominio rifiuta ogni tentativo di scrivere, cancellare o avviare qualcosa. Se finisce in mano sbagliata, non combina niente.

👤

OGNUNO VEDE LE SUE COSE

Una chiave è una delega personale: mostra l'archivio di chi l'ha generata. Stesso indirizzo, stesso codice, chiave diversa → contenuti diversi. Non esiste una chiave che veda tutto.

🧰

RIQUADRI GIÀ PRONTI

Se non hai voglia di scrivere codice: un tag <script> e nella tua pagina compare un motore di scarico completo, con barra di avanzamento e collegamenti diretti al termine.

Entra nel Portico

Una sessantina di chiamate spiegate una per una, con il tasto «provalo adesso» che le esegue davvero contro questo dominio. Compresi i comandi che cancellano: li puoi premere, e vedere con i tuoi occhi che il dominio dice di no.

⬡ Apri il Portico Il ricettario Bottoni da copiare
Il registro, riga per riga

Cosa è cambiato

Non «miglioramenti vari e correzioni di bug». Cosa è stato aggiunto, cosa è stato sistemato e perché. Questa parte non è scritta a mano: la legge dal programma, così racconta sempre la versione che gira davvero su questo dominio.

Sto leggendo il registro…
Lo stesso testo lo trovi dentro l’installatore e nel pannello, alla scheda «Aggiornamenti».
Se ti si inceppa qualcosa

Dove si chiede

Nessun call center, nessun modulo che finisce in un cassetto. Si parla fra persone.

Gruppo Telegram

Il posto dove si chiedono le cose: problemi d'installazione, configurazioni strane, idee per la prossima versione. Rispondono l'autore e chi è già passato dallo stesso guaio.

✈ Entra nel gruppo t.me/xfsbot_official
💬

Le stanze qui dentro

Ogni installazione ha la sua chat. Su questo dominio c'è il canale #aiuto-installazione: entri con le tue credenziali e chiedi.

→ vai alla chat

🎟

Segnalazioni

Per le cose che devono restare scritte — un difetto, un dato sbagliato, una richiesta — c'è il sistema di segnalazioni dentro il pannello.

→ apri una segnalazione

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